Ricordo di un Amico

Anche a Neisu si sta celebrando la commemorazione di p. Oscar e mi hanno chiesto di raccontare come l’ho conosciuto io.

Vorrei dirvi come io l’ho conosciuto in maniera intima e speciale.

Dunque le fiabe iniziano quasi sempre con…una volta tanto tempo fa… Padre Antonello mi dice: “andiamo all’aeroporto a prendere un padre Missionario argentino, è in missione con me ma deve iscriversi a medicina a Milano, poi tornerà in missione con me e verrà per gli esami in Italia”

“Bene dico andiamo” Ed eccolo Padre Oscar da subito una figura carismatica alto, giovane sguardo attento, vivace profondo, saliamo in macchina e ci dirigiamo verso Bevera, ma a un certo punto dice ferma, ferma la macchina, ma cosa succede? Lui scende al bordo strada e come un bambino felice e stupito ci dice guardando il prato, “piante di Tarassaco”; in Italia chiamato dente del leone, un bellissimo fiore giallo con foglie dentellate.

Inizia a raccoglierle, gli dico "guarda che da noi i prati ne sono pieni", mi guarda stupito e mi dice “è una pianta medicinale io curo un sacco di malattie con gli infusi di questa pianta e di molte altre, non abbiamo medicine dobbiamo arrangiarci.”

Ecco così ho conosciuto Padre Oscar, è stata subito amicizia avevamo più o meno la stessa età, ci siamo subito intesi.

La casa della mia famiglia è diventato un luogo amico, un rifugio sicuro, la sua casa, il posto dove poter togliersi le scarpe e vedere un bel film.

Quando ritornava in Italia per gli esami c’era sempre un momento per chiacchierare confrontarsi e … quante cene, a lui piaceva la cucina Italiana.

Il suo carisma affascinava chiunque e la tela piano piano si tesseva stabiliva rapporti con associazioni, veniva invitato dalle amministrazioni Comunali, con Ospedali e da qui l’ospedale di Neisu gettava le sue radici.

Si girava per ditte produttrici di macchinari Ospedalieri, si progettavano i tempi e i costi perché la vita doveva essere abbondante anche in uno spazio di foresta nella RDC.

Nascevano gruppi per la Missione: le sue testimonianze affascinavano, E poi venne la laurea… che giornata, lui in giacca cravatta e una piccola croce; la tesi un successo e anche qui nuovi contatti, abbracci, strette di mano, nuovi indirizzi.

Anche qui a Vimercate è nato un gruppo teatral-musicale che da 25 anni con le sue esibizioni supporta i progetti dell’ospedale e si chiama Amici&Voci: io ne sono ora il Presidente e nonostante il ricambio generazionale l’associazione continua nel suo ricordo.

Ora che dire della sua scomparsa? Quando un amico muore in giovane età sembra non ci sia logica ci si sente perduti soli. Per padre Oscar da subito non ci si è sentiti abbandonati, la logica ha trovato un disegno naturale il seme era già stato gettato, uno dieci, cento fiori di tarassaco sono sbocciati nel suo nome e continuano a crescere; ovunque quando vedo questo fiore sorrido e il pensiero va all’ospedale e alla tomba che ne è al centro.

Ora per concludere vi racconto un aneddoto che accompagna il ricordo di Padre Oscar, considerata la particolarità lascio a voi ogni valutazione: dunque quindici giorni prima di morire Padre Oscar era in Italia a casa mia, dovete sapere che quando entrava in casa aveva l’abitudine di togliersi l’anello del rosario che portava al dito e lo metteva su una statuetta (di ceramica a forma di tigre con le fauci aperte) che avevamo sul tavolo. Ormai era sua abitudine farlo e anche noi non ci facevamo più caso. Bene circa un anno dopo la sua morte un raggio di sole fa brillare qualcosa sulla tigre, vado a vedere e incastrato fra i denti trovo il suo anello. L’anello era rimasto lì senza che nessuno lo vedesse per tutto quel tempo nonostante pulizie e altro.

Potete capire quale sia stata la nostra emozione di fronte a questo segno, io ho portato l’anello al dito fino a consumarlo ed ora è un cerchietto di metallo vicino alla statua della Consolata. Come vi dicevo lascio a voi ogni valutazione.

Amedeo